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Implantologia

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L’implantologia è la disciplina odontostomatologica con la più grande espansione scientifica e commerciale degli ultimi tempi. Dai primi studi di Branemark in Svezia ad oggi è passato appena mezzo secolo e la scoperta che del metallo può integrarsi completamente con il tessuto osseo umano, ha aperto grandi orizzonti in odontoiatria introducendo il concetto di implantoprotesi. Ma che cosa è un impianto? A cosa serve? Che vantaggi ha? Quali gli svantaggi?

Quando si procede all’estrazione di un dente si verificano dei fenomeni naturali riportati in questo semplice schema:

 

 



Sul sito dell’estrazione si forma un coagulo che in circa 15 settimane si trasformerà in tessuto osseo neoformato che riempirà l’alveolo post-estrattivo. Trascorso questo periodo, avvenuto il rimaneggiamento osseo, la qualità e la quantità del tessuto formatosi varierà da individuo a individuo in relazione a di diversi fattori.
L’implantologia consiste nell’inserire nel sito post-estrattivo una radice artificiale in titanio a forma di vite cava (a sua volta filettata all’interno) su cui, dopo il periodo necessario all’integrazione di questo con il tessuto osseo circostante (osteointegrazione), si costruirà una protesi in grado di sostituire l’elemento perduto.

 

 

I vantaggi di questa metodica sono la sostituzione di un elemento dentale senza ricorrere a protesi mobili o alla classica protesi fissa (ponte) con monconizzazione degli elementi vicini. Anche nel caso di edentulie totali si può riabilitare il paziente: sia con singoli impianti che sostituiscono gli elementi perduti che inserendo un numero di impianti sufficiente ad applicare una protesi totale rimovibile ad appoggio implantare.

 

 

Come in ogni pratica chirurgica ci sono delle controindicazioni. Quelle di carattere generale riguardano i soggetti con diabete non compensato, malattie epatiche, soggetti irradiati da pochi mesi per la cura di patologie tumorali, forti fumatori, soggetti con igiene orale scadente, cardiopatici non compensati. Quelle di carattere locale riguardano la quantità e la qualità di osso disponibile;. le zone più a rischio sono le zone posteriori della mandibola e le zone posteriori del mascellare, per le particolarità anatomiche di queste regioni. In caso di difetti ossei non particolarmente gravi si può, attraverso delle tecniche di GBR (Guide Bone Regeneration), ricostruire le zone ossee interessate per consentire l’inserimento degli impianti.

Ma quanto dura un impianto? Cosa determina un insuccesso implantare? La durata di un impianto dipende da vari fattori; sono fondamentale una buona e costante igiene orale domiciliare e sane abitudini di vita (non fumare è meglio!!). Come tutte le pratiche chirurgiche esistono percentuali di insuccesso, variabili dal 2 al 10% dopo 10 anni dall’inserimento degli impianti, secondo le statistiche disponibili.